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venerdì 24 febbraio 2012

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

La lettura del seguente testo è proposta dal Dott. Francesco Urso Miano.
Pericle
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. 
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. 
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.


Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

4 commenti:

benito campobello ha detto...

Caro Franco ti ringrazio per averci profuso il discorso di Pericle agli Ateniesi, spero che in molti possano leggerla, essendo una grande lezione di vita, oggi in cui si privilegiano le lobby, i poveri non hanno il privilegio di entrare nelle stanze del potere, dove la giustizia privilegia i ricchi,un mondo in cui il politico antepone gli interessi di bottega al bene comune!!!! anche se eravamo nel 461 a.C. è più attuale che mai grazie Amico mio!!!!

Domenico ha detto...

Χρώμεθα γὰρ πολιτείᾳ οὐ ζηλούσῃ τοὺς τῶν πέλας
νόμους, παράδειγμα δὲ μᾶλλον αὐτοὶ ὄντες τισὶν ἢ μιμού-
μενοι ἑτέρους. καὶ ὄνομα μὲν διὰ τὸ μὴ ἐς ὀλίγους ἀλλ'
ἐς πλείονας οἰκεῖν δημοκρατία κέκληται· Tucidide, Storie 37-41... l'orinale inizia così'

Anonimo ha detto...

Cari amici a cosa serve la cultura se non si materializza?
Non è forse meglio il non sapere, visto che spesso si continua a vivere ignorando la propria cultura.
Questo brano, proposto dall'amico dott. Miano, è stato scritto 2473 anni fa. Noi uomini del 2000, tutti acculturati, possiamo scrivere le stesse cose agli uomini del futuro?
Qui a Ciminna, qui in Sicilia, qui in Italia, noi cosa facciamo?

Paolo ha detto...
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