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sabato 26 maggio 2012

La riapertura del caso Rizzotto, motivo di orgoglio

di Francesco Tusa
La riapertura delle indagini è un atto dovuto nei confronti di un eroe, nei confronti dello Stato Italiano, e di quanti l'avevano chiesta con forza per molti anni. E' l'affermazione della legalità in una terra che l'ha desiderata per molti anni. E' il frutto di un riscatto voluto dai corleonesi e dai siciliani.
Il mio primo pensiero non può che andare alla famiglia del sindacalista assassinato dalla mafia, alla Cgil ed a un altro eroe vittima della violenza della mafia: il capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa che nel 1949 fece una rigorosa indagine per incastrare i colpevoli, poi assolti per insufficienza di prove (uno dei tanti misteri italiani).
La soddisfazione è tanta, finalmente viene resa giustizia al giovane corleonese assassinato il 10 Marzo 1948. Oggi abbiamo un motivo in più per sentirci orgogliosi di essere italiani.

Tutti conosciamo la storia di quegli anni, chi erano i mandanti, gli esecutori: il capomafia Michele Navarra, Luciano Liggio, Pasquale Criscione e Vincenzo Collura. 
Anche se sono tutti ormai morti, abbiamo la consapevolezza che non si potrà avere una regolare sentenza, però è importantissimo indicarli come colpevoli senza se e senza ma, sciogliendo un mistero durato più di mezzo secolo.
Risultati importantissimi raggiunti grazie all'impegno delle forze dell'ordine. 
Come la comparazionedel Dna, effettuata dalla Polizia di Stato, che ci ha consentito di avere la prova scientifica che i resti recuperati a Rocca Busambra appartengono a Placido Rizzotto. 
Ed infine l'emozione dei funerali di Stato decisi dal Governo nazionale che hanno avuto il merito di dare solennità ad un evento atteso 64 anni.  Non era mai successo, un evento del genere, nessun sindacalista ucciso nei primi anni di storia della nostra Repubblica, aveva mai ricevuto l'onere dei Funerali di Stato con la presenza del Presidente della Repubblica.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Voglio esternare la mia amarezza per l'assenza alla cerimonia dei funerali di stato, da parte delle istituzioni ciminnesi. Erano presenti diversi sindaci provenienti dalle parti più remote della sicilia, mancava Ciminna nonostante la vicinanza con Corleone.
Abbiamo tra gli assessori nominati, il responsabile cittadino CGIL Gino Sarullo, purtroppo mancava pure lui a rendere omaggio ad un suo collega che sessant'anni fa perdeva la vita per svolgere il suo stesso lavoro.
Ricordo con ammirazione un suo commento su Agorà Ciminna per l'anniversario della morte. In campagna elettorale si sono dette tante parole su questo importantissimo evento storico. Oggi purtroppo mancano i fatti. L'anti mafia non deve fermarsi alle parole, alla nostra società servono i fatti.

salvatore fina ha detto...

Voglio complimentarmi con Francesco Tusa, e gli voglio anche dire che condivido la sua amarezza per l'assenza dei rappresentanti della CGIL Ciminna ai funerali di Stato di un sindacalista vero.
Aggiungo anche un incoraggiamento ad andare avanti sulla via della legalità e di essere consapevole che il futuro a Ciminna appartiene ai giovani come lui e non a coloro i quali da tempo recitano tutte le parti in scena.

angelo ha detto...

Una rappresentanza del comune di Ciminna poteva e doveva esserci....la memoria è importante e lavorerei di pari passo con l'attuale situazione.Il procuratore Viola mi sembra tallonato come lo furono Falcone e Borsellino,e anche lui ,come Borsellino, sta indagando su pezzi deviati del Vaticano...se si fa una breve ricerca si capisce quanto sia a rischio....

angelo ha detto...

Una rappresentanza del comune di Ciminna poteva e doveva esserci....la memoria è importante e lavorerei di pari passo con l'attuale situazione.Il procuratore Viola mi sembra tallonato come lo furono Falcone e Borsellino,e anche lui ,come Borsellino, sta indagando su pezzi deviati del Vaticano...se si fa una breve ricerca si capisce quanto sia a rischio....

Filippo Ciringione ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Filippo Ciringione ha detto...

Se vi può consolare io ero presente, a rappresentare la Polizia Scientifica con una rappresentanza del Silp CGIL, ed ho avuto anche il piacere di accompagnare un mio illustre collega biologo, della Polizia Scientifica di Palermo, a cui tutta la nazione devo un grazie, per avere dato un nome a quei resti umani rinvenuti a Rocca Busambra tramite la comparazione del DNA.
Un grazie a Nicolò che con tenacia professionalità e senso del dovere, ha condotto a termine un lavoro tecnico scientifico di non semplice conduzione.
Per quanto riguarda l'assenza di una nostra rappresentanza preferisco non commentare.