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lunedì 9 luglio 2012

Pesi e misure nell’assegnazione delle deleghe.

da Innovazione "Comune"
Non passa di certo inosservato, la mancata assegnazione della delega di vice, all’ex sindaco visto che lo stesso interessato, nella campagna elettorale aveva parlato di continuità amministrativa, smentito nei fatti e nei contenuti. Il Sindaco non solo non riconosce nella passata amministrazione, il presupposto della sua amministrazione, ma ha svuotato di contenuto il ruolo in giunta dell’ex sindaco. Certo se nella formulazione del bilancio di previsione l’ex sindaco sarà “capace” di farsi valere, facendo rimpinguare capitoli di spesa, nella manutenzione del patrimonio, nella pubblica istruzione, nella cultura e nei servizi informatici, avrà quanto meno di cosa occuparsi nella sua più o meno lunga permanenza in giunta.
Ma entriamo nel merito di quello che l’assegnazione delle deleghe da ad ogni componente della giunta in termini di peso e significato politico. Il peso maggiore lo riesce ad ottenere il neo Vice Sindaco, perché oltre alla seconda carica più importante in giunta, porta dalla propria parte, la delega dei servizi sociali, delega che permette una grande visibilità politica e la gestione di somme consistenti del bilancio. In termini di attribuzione di spesa possiamo dire che l’assessore Masi ottiene il secondo posto con la delega allo sport, Turismo e spettacolo; considerato che sarà l’assessore che gestirà le somme che proverranno dal distretto turistico a cui si aggiungono le spese ordinarie relative all’organizzazione dell’estate Ciminnese, festa di San Vito ecc. Con la delega alle attività produttive, l’Assessore Sarullo potrà gestire le somme inerenti il Distretto Tematico, antichi mestieri e tradizioni, secondo poi da non sottovalutare la delega al bilancio, che se esercitata con autorità può significare avere le chiavi della spesa del Comune in mano, fratello permettendo. Tutto sommato, possiamo dire che a parte l’intrusione, bene circoscritta e marginalizzata in giunta, tutto ruota attorno all’asse Catalano-Nigliaccio. E le garanzie date all’ex Sindaco, sulla certezza di ottenere la delega di Vice Sindaco? Bo, forse Leone ha avuto premura di chiudere la partita ? Ma o se; sapevamo tutti che Giuseppe Leone non avrebbe mai fatto il Vice Sindaco, anche perché la volontà di farglielo fare non la avuto mai nessuno. 

1 commento:

lustru riluna ha detto...

L'analisi fatta dal consigliere Mannina, è sicuramente soggettiva, quindi opinabile! Ma ritengo che sia molto veritiera. a parte che lui ancora non riesce a capire perchè sia potuto succedere la vittoria cosi larga del Catalano...Ciminna e i Ciminnesi hanno dato una risposta chiara ed inequivocanile, hanno scelto il Catalano invece dell'ennesima proposta Baronale,l'ultima loro proposta l'hanno visto soccumbere x ben 457 voti di scarto... e credo che questa sia la vera ed unica chiave di lettura del voto del 6 e 7 maggio scorso!sulla nuova giunta ognuno può bizzarrirsi come meglio vuole, io ritengo che sia ancora presto x fare delle valutazioni, da quel che si vede mi sembra che non sia cambiato molto rispetto alla precedente amministrazione, a parte l'impegno e l'attivismo del neo assessore Masi e della quota rosa. Stiamo attenti che la storia ci insegna che non sempre il papa scelto sia la persona giusta x guidare una comunità..... e poichè il neo papa quando è stato chiamato a far parte di una giunta non credo abbia lasciato un buon ricordo anzi.... credo che se le scelte si fanno in funzione dei voti ricevuti quasi sempre si dimostrano sbagliate, e Ciminna ha già sperimentato ciò nel 1988 e il risultato è stato la fine prematura dell'amministrazione, anche perchè spesso e volentieri i voti di opinione non vengono rivolti verso i primi eletti!!!! e i fattori che ti portano ad essere il primo eletto sono variegati, dal numero della parentela ai favori fatti, ma ciò non significa essere capaci di amministrare la cosa pubblica....ai posteri.........