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sabato 9 giugno 2012

Il Dogma

di Francesco Tusa
Vivendo il mio paese,  spesso devo confrontarmi con una caratteristica che rende i paesi molto particolari e unici: le “chiacchiere”.
Nello specifico, si tratta di dicerie messe in giro dalla gente, le quali percorrono  giornalmente e ininterrottamente   le vie del paese, facendo talvolta divertire i più furbi, e/o ahimè facendo pensar chissà che cosa ai più ingenui. Categoria molto  svantaggiata, che purtroppo non riesce a distinguere il vero dal falso, o nei casi più  disastrati il reale dal surreale. Inoltre queste voci che corrono per Ciminna possono subire una modifica passando  di porta in porta: “si o monumentu si rumpiu un ovu, a strata longa muriu un'omu”. Attraverso questa massima ben capiamo come una banalità, arrivi al punto opposto del paese come un fatto accaduto molto grave.
Dopo aver spiegato il fenomeno tutto paesano vi voglio raccontare la mia esperienza in merito. Ascoltando, per cronaca, le diverse voci messe in giro durante le elezioni amministrative, devo ammettere che mi sono divertito tanto quando sentivo parlare della così detta terza lista (l'ironia della sorte volle far risultare la terza lista come prima nell'ordine deciso da un sorteggio).

Erano diversi i motivi che ci hanno spinto a metterci in gioco, li spiegavamo senza sosta alla gente (comunicati, comizi via web, singole discussioni, ecc...). Eppure  la realtà delle voci era ben diversa: riscontravo che un  giorno la lista si era creata per favorire gli uni piuttosto che gli altri e viceversa; un altro giorno la lista era stata creata per secondi fini; la lista esisteva per conto di tizio o di caio; la lista sarebbe addirittura servita per delle prossime elezioni non amministrative; in base a chi ci fosse in lista e al numero di voti che avrebbe preso, si sarebbe potuto capire se era stata creata per favorire un candidato sindaco o l'altro.
Variopinte chiacchiere servite al ciminnese pronte per essere mangiate, ovviamente sono state smentite dal susseguirsi degli avvenimenti storici scorsi. In campagna elettorale questo fenomeno diventa ancora più intenso. Tutti c'è ne siamo accorti. Come ben si sa è un periodo forte e tutto è consentito.
A elezioni concluse però, quando si aspettava un po' di tregua, qualcuno ha pure continuato a fare dei piccoli innesti alle “parracie” e “dulcis in fundo” si viene a scoprire che la lista LiberaMente ha “venduto” 300 voti ad una delle due liste avversarie per favorirla nella vittoria, accordandosi per un oscuro, misterioso e conveniente fine, per come i politici sono abituati a fare.
La presa di coscienza di quanto spiegato, a parte l'effimera risata causata da un primo momento di ascolto, mi porta a riflettere e a fare i conti con la triste realtà della mentalità ciminnese.
Per i ciminnesi è così strano veder gente che si occupi di politica senza nessun interesse, spassionatamente e senza mirar a tutti i costi alla vittoria che il solo pensare a LibeaMente, e cioè ad un movimento normale e libero, non solo diventa una cosa utopica ma addirittura  mi rendo conto che stiamo parlando di un vero e proprio dogma.
Per definizione il dogma nella teologia cattolica, è una verità rivelata da Dio, proposta dalla Chiesa come fondamento di fede mediante dichiarazione solenne del concilio ecumenico. In poche parole un concetto inspiegabile a cui bisogna credere per fede.
Trattandosi di idee politiche, e senza volerci elevare a livello di dio, non riesco a capire come mai per i ciminnesi riconoscere onestà e libertà di agire in un piccolo gruppo di persone libere è diventato un dogma a cui è difficile credere.
Davvero la politica non può essere sana in un piccolo centro come il nostro? Ma se in un paese di quattromila anime non crediamo in un progetto del genere, come possiamo aver fiducia nelle istituzioni provinciali, regionali e nazionali? Come faranno i giovani a credere in un futuro migliore?
In una società dove anche i giovani perdono la speranza, rimane ben poco da fare, non si troverà facilmente una soluzione.
La politica locale, nel nostro piccolo può essere un esempio per chi ci osserva dall'alto, può essere un principio di cambiamento.
Anche se a malincuore riconosco che per la nostra mentalità non è così facile essere capiti, in quello che ho appena sostenuto non mi sono nascosto dietro un mistero della fede e pur operando alla luce del sole, il mio (o meglio ancora il nostro) pensiero continua ad essere dogmatico.
Eppure volevamo solo affidare Ciminna a dei competenti senza dividere i ruoli in base al maggior numero di voti ottenuti durante le elezioni.
Nessuno voleva stupirvi, semplicemente sognavamo e continuiamo a sognare un paese migliore.

3 commenti:

Filippo Ciringione ha detto...

Bravo Francesco, continua con il tuo impegno a perorare la nostra causa, non demoralizzarti, il tempo restituisce a tutti sempre la verità.

bandiera rossa ha detto...

Avanti o popolo alla riscossa
bandiera rossa, bandiera rossa
avanti o popolo alla riscossa
bandiera rossa trionferà.
Bandiera rossa la trionferà
bandiera rossa la trionferà
bandiera rossa la trionferà
evviva il comunismo e la libertà.

Avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione, rivoluzione
avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione vogliamo far.
Rivoluzione noi vogliamo far
rivoluzione noi vogliamo far
rivoluzione noi vogliamo far
evviva il comunismo e la libertà.

Dai campi al mare alle miniere
rosse bandiere rosse bandiere
dai campi al mare alle miniere
rosse bandiere sventoleran.
Bandiera rossa la si innalzerà
bandiera rossa la si innalzerà
bandiera rossa la si innalzerà
evviva il comunismo e la libertà.

Non più nemici, non più frontiere
sono i confini rosse bandiere
o proletari alla riscossa
bandiera rossa trionferà.
Avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione, rivoluzione
avanti o popolo tuona il cannone
rivoluzione vogliamo far.

Filippo Ciringione ha detto...

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